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Vacancy "Assistente Sociale_ Progetto SPRAR Comune di MARZI"

L’Associazione MO.C.I. Movimento Cooperazione Internazionale (mocimondo.org) sta selezionando un/una Assistente sociale per il progetto SPRAR del Comune di Marzi (CS).

Data di inizio: ASAP
Contratto: part time, un anno rinnovabile
Sede di lavoro: Marzi (CS), con spostamenti frequenti sul territorio provinciale
Supervisore diretto: Coordinatore di progetto
Scadenza candidature: 29 novembre 2017

Scopo della posizione
Sotto la supervisione del coordinatore e in stretta collaborazione con l’Ente locale e tutta l’équipe di progetto, egli/ella sarà Responsabile del servizio di orientamento e accompagnamento all’inserimento sociale e Co-Responsabile del servizio di orientamento e accesso ai servizi del territorio.

Compiti e responsabilità
• Condurre una valutazione dei bisogni e degli elementi di contesto nei quali inserire l’intervento di accoglienza;
• Facilitare il rapporto con i servizi del territorio, conoscendone la normativa di riferimento e le modalità di accesso da parte dei beneficiari, contribuendo ad una mappatura dei servizi sanitari, sociali, educativi, culturali disponibili in loco o nei comuni limitrofi a disposizione dei beneficiari e tutta l’équipe;
• Promuovere il progetto di accoglienza ad interlocutori privilegiati come le scuole, le istituzioni pubbliche, le organizzazioni della società civile, anche attraverso eventi di sensibilizzazione e informazione;
• Sostenere la partecipazione attiva dei beneficiari a corsi, laboratori, eventi, attività sportive, gite offerte dal territorio al fine di accrescere il loro senso di appartenenza alla comunità;
• Collaborare alla preparazione di piani di lavoro settimanali, alla compilazione di rapporti e analisi di dati;
• Collaborare e partecipare a eventuali seminari / eventi / formazione in relazione alle attività dello SPRAR.

Requisiti obbligatori
Laurea in Scienze del Servizio Sociale o similari
Iscrizione all’albo professionale degli assistenti sociali

Requisiti preferenziali
Esperienza lavorativa diretta con i migranti
Conoscenza di almeno una lingua straniera oltre l’italiano (preferibilmente inglese, francese e/o arabo)
Spiccate capacità di ascolto e di empatia
 
I candidati con un profilo appropriato possono inviare il loro curriculum vitae a : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., specificando nell’oggetto dell’e-mail la dicitura “Assistente sociale – Sprar Marzi”.
Saranno ricontattati solo i candidati con un profilo idoneo.

 

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UNHCHR visita i centri di detenzione: “Disumana la cooperazione UE-Libia, orrori inimmaginabili”

“La comunità internazionale non può continuare a chiudere gli occhi e sostenere che la situazione non può essere risolta che migliorando le condizioni di detenzione”, dice l’Alto commissario delle Nazioni Unite ai diritti umani, Zeid Raad al Hussein. A seguito della missione degli osservatori internazionali nel paese l’Alto commissario ha denunciato il deterioramento delle condizioni di detenzione dei migranti in Libia, giudicando “disumana” la cooperazione dell’Unione Europea con questo Paese. C’è anche un monito diretto all’Italia accusata di ignorare la violazione dei diritti umani in Libia rincorrendo l’unico obiettivo di fermare le partenze dei migranti.

“La comunità internazionale non può continuare a chiudere gli occhi sugli inimmaginabili orrori vissuti dai migranti in Libia e sostenere che la situazione non può essere risolta che migliorando le condizioni di detenzione”, ha dichiarato Zeid in un comunicato, affermando che “la politica dell’Ue che consiste nell’aiutare la guardia costiera libica e intercettare e respingere i migranti è disumana”.

“La sofferenza dei migranti detenuti in Libia è un oltraggio alla coscienza dell’umanità”, ha aggiunto. Questo appello arriva mentre il gruppo di contatto sulla rotta migratoria nel Mediterraneo centrale – che riunisce tredici Paesi europei e africani tra i quali la Libia – ha deciso, a Berna in Svizzera, di migliorare le condizioni dei migranti nei centri di detenzione in Libia, promuovendo alternative a questa soluzione.

Ue e Italia aiutano guardie costiere libiche
L’Alto commissario ha denunciato l’aiuto fornito dall’Ue e dall’Italia alla guardie costiere libiche per arrestare i migranti in mare, “malgrado i timori espressi dai gruppi di difesa dei diritti umani” sulla sorte dei migranti in Libia.
“Gli interventi crescenti dell’Ue e dei suoi stati membri non sono finora serviti a ridurre il numero di abusi subiti dai migranti” ha detto Zeid. Rispondendo a queste critiche, un portavoce dell’Ue ha detto che Bruxelles intende rafforzare le capacità della guardia costiera libica per salvare vite umane, assicurando che i migranti sono inviati in “centri di accoglienza conformi agli standard umanitari internazionali”.

Chiudere i centri di detenzione
“I centri di detenzione in Libia devono essere chiusi. La situazione in questi campi è inaccettabile”, ha aggiunto il portavoce, sottolineando inoltre che Bruxelles finanzia le attività di protezione dei migranti dell’Onu in Libia.
“Il nostro sistema di sorveglianza evidenzia nei fatti un rapido deterioramento della loro situazione in Libia“, ha sottolineato Zeid, precisando che “osservatori per i diritti umani” si sono recati, dal 1 al 6 novembre, a Tripoli per visitare centri di detenzione del Dipartimento libico di lotta contro la migrazione illegale e intrattenersi con i migranti detenuti.

Ventimila migranti rinchiusi nei centri in Libia
Secondo le cifre del Dipartimento libico di lotta contro la migrazione illegale, citate dall’Onu, 19.900 persone si trovano in questi centri a inizio novembre, rispetto alle circa 7.000 di metà settembre. Questo consistente aumento delle detenzioni segue violenti combattimenti a Sabrata, città dell’ovest della Libia diventata piattaforma di partenza dei migranti verso l’Europa.

In vendita come schiavi

La “situazione inaccettabile” nei campi libici è documentata anche in un reportage esclusivo di Cnn, realizzato dopo aver ricevuto un filmato che testimonierebbe una tratta di esseri umani in Libia in tutto paragonabile a quella degli schiavi. Nel video, oggetto della gara all’incanto sono due ragazzi, per i quali piovono offerte e rilanci. “800 dinari… 900, 1.100… venduti per 1.200 dinari (pari a 800 dollari)”. Uno dei due giovani è presentato come “un ragazzone forte, adatto al lavoro nei campi”. Ricevuto il filmato, Cnn è andata a verificare, registrando in un video shock la vendita di una dozzina di persone in pochi minuti.
A breve il bando per finanziare le ONG
 Nel frattempo in Italia il viceministro agli affari esteri Mario Giro che ha annunciato un bando da 2 milioni di euro per mandare le ONG italiane a lavorare nei centri di detenzione libici.
“Sappiamo che questi centri sono in una condizione molto grave, la gente soffre, probabilmente anche muore, io li ho definiti un inferno. Vogliamo superarli” – dice Giro. “Io penso che invece la presenza delle ONG, naturalmente a condizioni di sicurezza il più certe possibile, sia la possibilità di immettere dei testimoni dove possono avvenire questi fatti per farli diminuire. Stiamo tentando di mediare perché l’UNHCR possa entrare in Libia, in attesa intanto mandiamo le nostre ONG”.

 Fonte: infocooperazione

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I missionari: patto scellerato Italia-Libia

Presa di posizione della Conferenza degli istituti missionari italiani contro le politiche dell’Italia per fermare i migranti in Libia e contro la criminalizzazione della ong. La Cimi chiede l’apertura di corridoi umanitari per chi fugge dalle guerre e una seria politica economica verso i paesi da cui provengono i migranti economici.

di Conferenza degli istituti missionari italiani (Cimi)

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